Terracomunica Festival 2016, quarta edizione di Terracomunica, si è svolto a Gubbio nel mese di luglio. Come ogni anno il festival dedicato alla sostenibilità dei territori ha rappresentato un momento di condivisione e di coinvolgimento attraverso mostre, meeting, workshop di fotografia, architettura, design, laboratori del gusto, giochi e momenti di degustazione alla riscoperta dei sapori di un tempo.

Terracomunica 2016 è stato un connubio di formazione e cultura, con momenti di incontro tra imprenditori, architetti, designer, economisti e artisti, in uno scambio tra sapere e fare al fine di tramandare la consapevolezza di come l’uomo sia di passaggio su una Terra da vivere e non solo da sfruttare.

Protagonista di questa edizione di Terracomunica Festival, la musica, come testimoniato dalla partecipazione di ANBIMA (Associazione Nazionale Bande Musicali) con i concerti nelle più suggestive piazze della città di Gubbio. Suggestivo e molto emozionante pure il volo in notturna, presso il parco del Teatro Romano di Gubbio, concesso agli aquilonisti in un’atmosfera di massima libertà espressiva.
Anche in questa edizione del Festival molti sono stati i laboratori dedicati ai bambini: dalla fotografia, come suprema forma d’arte per descrivere la realtà dei luoghi, alla cucina, con chef che si sono dedicati a raccontare il cibo e il suo valore. Terracomunica 2016 è stato inoltre il luogo in cui l’economista Michele Boldrin ha sottoposto al pubblico esperienze a confronto, dove l’architetto Mario Panigo ha parlato di paesaggi ed architetture sostenibili, e dove il designer Davide Groppi ci ha illustrato la sostenibilità in architettura.
Molte le mostre in città durante questa edizione, tra cui un selezione di lavori dei giovani fotografi dell’Accademia delle Belle Arti di Perugia e degli studenti della LABA di Firenze.
Anche per quest’anno Terracomunica si è concluso, sempre nella consapevolezza che il progresso di un popolo implichi la rielaborazione del sapere esistente nel rispetto dell’ambiente che lo circonda, e sia possibile ripristinando un dialogo tra persone e territori, tramandando così la consapevolezza dell’equilibrio e dell’armonia per consegnare ai posteri un luogo correttamente conservato.

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