Al via la IX edizione di Terracomunica con la mostra “CONfini”
GUBBIO, 19 giugno 2026 – Ha preso il via la IX edizione di Terracomunica, inaugurata con l’anteprima d’arte svoltasi presso la Taverna dei Capitani. L’evento di apertura ha ospitato l’inaugurazione della mostra collettiva “CONfini – Arte e sostenibilità sociale”, un’esposizione che ha messo in mostra le opere firmate da giovani talenti emergenti provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Perugia e da New York, unendo idealmente i linguaggi artistici umbri con quelli d’oltreoceano. Il progetto è stato coordinato da Massimiliano Poggioni e Paolo Tosti insieme alle docenti e artiste Allison Rufrano dell’Adelphi University di New York, Meri Tancredi e Annalisa Guerri dell’Accademia di Belle Arti di Perugia.
All’inaugurazione ufficiale, per il Comune di Gubbio, è stato presente il Sindaco Vittorio Fiorucci, il quale ha ribadito con forza l’importanza di manifestazioni come Terracomunica. Il Sindaco ha evidenziato come, per un’intera settimana, la città abbia potuto riscoprire appuntamenti dedicati alla formazione e alla cultura diffusa. Ha inoltre sottolineato il valore di aver offerto un palcoscenico e una galleria temporanea capaci di trasformarsi in una straordinaria occasione di visibilità per giovani artisti italiani e stranieri.
Questa importante accoglienza è stata resa possibile grazie all’impegno costante dei soci dell’associazione e di Paolo Tosti che, fin dagli anni ’90, porta avanti queste preziose iniziative di cooperazione con accademie e college italiani e stranieri. Al centro di queste collaborazioni risiede da sempre un legame profondo e un grande amore per il nostro territorio, per il quale ognuno è chiamato a faticare, non solo al fine di sostenerlo, ma soprattutto per comunicarlo al meglio: un traguardo che ha sancito il pieno raggiungimento del fine ultimo e dell’identità stessa di TERRACOMUNICA.
La sinergia tra l’associazione e i docenti delle istituzioni accademiche coinvolte ha rinnovato l’impegno profondo nel sostenere la ricerca artistica come dialogo senza barriere. “Una collaborazione, quella fra Terracomunica e le Accademie di arte, italiane e straniere, – ha affermato Tosti – è un punto fermo del nostro progetto che si rinnova di anno in anno”.
Il percorso espositivo e le opere
Attraverso un ricco percorso narrativo, le opere esposte hanno esplorato attivamente il concetto di limite:
- La natura e il segno grafico sono stati indagati da Adriana Martorana.
- Il design ecosostenibile è stato al centro delle proposte di Chiara Angeli e Angela Federici.
- La materia organica è stata protagonista nel lavoro di Anna Serena De Gaspari.
- Le stratificazioni corporee e le assenze emotive nella cianotipia hanno caratterizzato rispettivamente le ricerche di Arianna Castellani e Chiara Aguzzi.
- La memoria e il tempo sono emersi nei lavori di Dennis Emanuel Bovara, Filippo Sciarra e Michele Pangrazi.
- Le tensioni del corpo e dell’identità hanno animato le opere di Francesca Biancalana, Giulia Balba, Giulia Macculi e Louisiana Alba Panzera.
- La dimensione poetica e spirituale si è rivelata nelle creazioni di Marco Ciccarelli, Maria Furno, Maria Serena Colombo e Nicoletta Ciattaglia.
- Gli strumenti del fare pittorico sono stati analizzati da Sara Dei, mentre la soglia tra sonno e veglia è stata esplorata da Sara Indellicati.
- I sogni di libertà e la fragilità dell’esistere hanno interpellato lo spettatore nelle opere di Shijie Gong, Valeria Porcacchia, Vittorio Augusto Guerri, Gao Yinsong e Wendi Yang.
- Infine, l’artista Tyeler Cook ha esplorato la tecnica del chemigramma, lasciando che la reazione chimica generasse immagini spontanee, mentre Mollie Mars ha unito arte e filosofia creando opere oniriche in cui agire da spettatrice, dove la verità emerge solo attraverso il ricordo.
Nel complesso, queste ricerche hanno mostrato una visione dell’arte contemporanea intesa come linguaggio aperto, capace di mettere in costante dialogo l’esperienza personale con la dimensione collettiva, la materia con il pensiero, la realtà con l’immaginazione. La mostra ha trasformato con successo il concetto di limite: non più una barriera, ma uno spazio fecondo di possibilità e significato. Un coro di voci necessarie che ha continuato a dare un valore profondo all’Arte in quanto linguaggio sociale indispensabile.



