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Terracomunica 2025 | Settimana della Sostenibilità Sociale – La città antifragile

Terracomunica crede in un concetto di sostenibilità ampio che parte dalla responsabilità delle persone di farsi educatrici: essere consapevoli della terra e dei territori che abitano per valorizzarli e proteggerne l’identità. Di identità dei luoghi abbiamo parlato con Sara Baroni, esperta di sistemi e di Antifragilità, per capire cosa rende una città antifragile, ovvero capace di rigenerarsi mettendo al centro le persone e la comunità. Che cos’è l’Antifragilità? Ispirandosi a Nassim Nicolas Taleb, autore de “Il Cigno Nero” e coniatore del termine, Sara Baroni spiega che l’antifragilità è la capacità di un sistema di **migliorare e prosperare sotto stress, caos o eventi improvvisi**, trasformandosi anziché rompersi (come un sistema fragile) o resistere rigidamente (come un sistema robusto). La natura stessa è un esempio straordinario di antifragilità, capace di adattarsi e sopravvivere a grandi cambiamenti. È fondamentale distinguere l’antifragilità dalla resilienza: mentre la resilienza indica la capacità di tornare alla forma originale dopo una sollecitazione (come la gomma), l’antifragilità implica una **trasformazione e un miglioramento attraverso le crisi**, piuttosto che un semplice ritorno allo stato precedente. La Visione Sistemica per le Città Il fulcro dell’approccio di Sara Baroni è la visione sistemica, che si applica a organizzazioni, famiglie e, in questo contesto, alle città. Una città, come qualsiasi sistema, è un insieme di elementi che interagiscono per un obiettivo comune. La chiave è spostare l’attenzione dalla somma dei singoli elementi al modo in cui essi interagiscono tra loro, valorizzando le interdipendenze e accettando la variabilità e l’incertezza come parte integrante del sistema. Rigenerazione Urbana e Coinvolgimento della Comunità Per rigenerare una città, è essenziale creare “luoghi” piuttosto che semplici “spazi”. I luoghi prendono vita attraverso le persone e le comunità, e la loro identità non può essere imposta dall’alto. È cruciale coinvolgere le comunità, studiare i loro flussi e bisogni per co-creare spazi flessibili che alimentino il caos costruttivo. Esempi di Città Antifragili (o meno): Hudson Yards (New York): Un esempio di rigenerazione rigida, con un’identità predefinita e lussuosa, che divide anziché unire, risultando in uno spazio spesso deserto e privo di comunità. Garment District (New York): In contrasto, questo quartiere storico è un esempio di come una comunità possa evolvere e mantenere viva l’identità del luogo attraverso il coinvolgimento attivo, favorendo l’incontro e l’integrazione tra residenti e visitatori. Superilles (Barcellona): Questo progetto rompe il concetto tradizionale di zonizzazione urbana, creando isole pedonali che favoriscono l’incontro e la socialità, migliorando la qualità della vita e rendendo le città più belle e vivibili. Rio Maggiore (Cinque Terre) e Sesto San Giovanni (ex Acciaierie Falk): Vengono discussi come casi studio per riflettere sulla perdita di identità dovuta al turismo di massa o alla fine di un ciclo lavorativo, e sulla necessità di riscoprire e valorizzare il “Genius Loci” – lo spirito unico di ogni luogo – per una rigenerazione autentica e sostenibile. Principi Chiave per una Città Antifragile: La costruzione di comunità antifragili si basa su alcuni pilastri fondamentali: Profitto di breve, visione di lungo: Adottare una prospettiva a lungo termine per costruire comunità capaci di reinventarsi e sopravvivere. Rallentare per connettere: Creare spazi e ritmi che permettano alle persone di incontrarsi e costruire relazioni virtuose. Accettare l’incertezza: Abbracciare il caos come elemento fondamentale per l’antifragilità. Creatività italiana come vantaggio competitivo: Valorizzare il “saper fare” e l’identità creativa unica del nostro paese. Responsabilità e sostenibilità: Gli spazi stessi possono educare la comunità, unendo le persone e promuovendo un senso di responsabilità sociale, eliminando sovrastrutture che limitano la vita e l’evoluzione. Noi di Terracomunica crediamo fortemente che la rigenerazione sia prima di tutto un atto culturale. Per questo proseguiamo il nostro impegno nell’organizzare eventi aperti, accessibili e condivisi. Crediamo nella conoscenza diffusa, nel sapere che si scambia e si trasmette, e nella forza dei sogni che diventano progetti. Anche quest’anno con la settimana della sostenibilità sociale a Gubbio ci siamo confrontati con professionisti, cittadini, giovani, bambini, istituzioni e leader.

Guarda il video: https://youtu.be/v9pAZzy5fZE?si=YUvrsBdOrU1tik6j